Filosofia del blog.

"Se qualcuno riesce a convincermi e dimostrarmi che la mia opinione o il mio comportamento non sono quelli giusti, li cambierò con gioia. Io, infatti, cerco la verità, che non danneggia nessuno. Al contrario danneggia se stesso chi persiste nel proprio errore e nella propria ignoranza." (Marco Aurelio, VI, 21) "Lo studente accorto ascolta volentieri chiunque; legge tutto, e non disprezza alcun libro, né presona, né dottrina. Cerca indifferentemente presso tutti ciò che vede mancare a se, e non considera la portata del suo sapere, ma quella della sua ignoranza [...]. Supererai chiunque in saggezza, se accetti di imparare da chiunque: coloro che ricevono da tutti sono più ricchi di tutti..." (Ugo da S.Vittore, Didascalion) "La lettura rende l'uomo completo, il dialogo lo rende pronto, la scrittura preciso." (Francesco Bacone) ...l'intelligenza non si perde nell'analisi, ma si esprime nella sintesi... ...nel territorio digitale non serve imporsi, ma bisogna esporsi... ...arrivare alla pace del cuore... mostrami Signore la tua via, perché nella verità io cammini, donaci un cuore semplice... insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore...inquietum est cor nostrum, donec requiescat in Te, Domine... "La verità si nasconde nelle pieghe della storia" (Pascal). Chi dimentica il passato, è costretto a riviverlo (G. Santaiana).

lunedì 16 agosto 2010

Ricordare per non dimenticare - Controstoria dell'unità d'Italia 12

L'unità d'Italia e Pio IX
di Giovanni Sale s. j.

Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II fu proclamato re d'Italia «per la grazia di Dio e la volontà della Nazione» (In tale data la Gazzetta Ufficiale del Regno pubblicava la legge che proclamava «Vittorio Emanuele II per la grazia di Dio e la volontà della Nazione, Re d'Italia». Tale definizione fu oggetto di una lunga discussione alla Camera dei deputati; infatti 50 deputati radicali non volevano che si facesse riferimento alla «grazia di Dio» nella proclamazione regia. Essi ritenevano che tale affermazione fosse un residuo dell'epoca feudale; uno di loro affermò di non conoscere «altra provvidenza che i cannoni rigati e le baionette». La formula fu poi approvata dalla Camera con 174 voti favorevoli e 58 contrari. Cfr «Cronaca Contemporanea», in Civ. Catt., serie IV, voI. 10, 1861, 366). Il giorno dopo Pio IX pronunciava l'allocuzione, preparata già da tempo, Iamdudum cernimus con la quale affermava che il Papa non poteva in nessun modo consentire alla «vandalica spoliazione» del suo Stato, facendo con ciò riferimento alle annessioni delle Legazioni e dei territori recentemente «conquistati» delle Marche e dell'Umbria: «Essi vorrebbero - affermava il Pontefice - che dichiarassimo formalmente di cedere in libera proprietà degli usurpatori le province del Nostro Stato Pontificio [...]; vorrebbero che questa Apostolica Sede sancisca che la cosa ingiustamente e violentemente rubata può tranquillamente....

domenica 18 luglio 2010

Ricordare per non dimenticare - Controstoria dell'unità d'Italia 11

Nicola Zitara
Borbonico


Non più di una settimana fa, leggendo il Corriere della Sera, mi sono imbattuto per l’ennesima volta con l’aggettivo borbonico, ovviamente usato in senso dispregiativo. A usarlo non era uno qualunque, ma un pubblicista considerato un esperto sui problemi della scuola. Ciò mi ha portato a dedurre che non la parola non era stata buttata lì per ignoranza, ma probabilmente ubbidendo a un impulso denigratorio.
Infatti l’aggettivo è stato coniato più di un secolo fa non tanto in disprezzo ai Borbone, che ormai avevano perduto il regno, quanto per confezionare un alibi ideologico e culturale a copertura delle crudeltà belliche e delle malefatte politiche che i toscopadani andavano compiendo ai danni delle popolazioni meridionali. Fra i tanti significati di cui l’aggettivo è stato caricato, uno riguarda l’inefficienza e la macchinosità della pubblica amministrazione. Si tratta di un falso in piena regola. Anzi peggio: l’aggettivo attribuisce ai Borbone un noto difetto dell’amministrazione piemontese.....

lunedì 12 luglio 2010

Ricordare per non dimenticare - Controstoria dell'unità d'Italia 10

DI FRANCO CARDINI
francocardini.net/

Siamo in pieno 150° dell’Unità d’Italia, atto forse centrale, forse al contrario finale e risolutivo del processo d’unificazione nazionale e del movimento risorgimentale. Detto così, è tutto liscio. Invece, tutto appare da ripensare e da rivedere (e non cominciamo col tormentone-ricatto dei “revisionismo”: la storia, o è revisione o non è niente). Non si tratta quindi né di suonar la grancassa come vorrebbe la celebre scuola di pensiero larussiana, né di mandar tutto a carte quarantotto come vorrebbero le trote intellettuali della Brianza e del Varesotto. Proviamo a fare un discorso serio: anche se, con certi interlocutori, ciò equivale a un ossimoro.

Anzitutto, una premessa. Non mi pare si possano eludere due questioni. Prima: ripensamento serio sul cosiddetto “Risorgimento” (che cosa mai sarebbe “ri-sorto”, in particolare? Qui c’è la fondazione di un “mito” su cui si dovrebbe discutere: sul Ri-Sorgimento, di che e di che cosa, come sul Ri-Nascimento, di chi e di che cosa?). Seconda:.....

mercoledì 9 giugno 2010

Ricordare per non dimenticare - Controstoria dell'unità d'Italia 9

[E’ l’Italia che parla....] 

“…vorrei che tutti intraprendessero come ho fatto io un percorso a ritroso, un cammino di ricerca di se stessi e della propria storia, vorrei che imparassero a guardare anche indietro. Perché un popolo senza storia è un popolo senza identità. E anche se la storia è mostruosa, occorre ricordarla, e ricordarla proprio come è stata. Inutile aspettarsi di trovare solo cose buone. Più facilmente accadrà il contrario. Perché «la storia è un reato. L’uomo....

giovedì 3 giugno 2010

Ricordare per non dimenticare - Controstoria dell'unità d'Italia 8

Francesco Saverio Nitti - l'Italia del Nord e l'Italia del Sud
Francesco Saverio Nitti L'Italia all'alba del XX secolo (1901)
Discorso Quarto - Il grande dissidio della vita italiana. l'Italia del Nord e l'Italia del Sud.

Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi, non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d'Italia; la seconda è che lo sviluppo dell'Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizii in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno.
Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello.....